E’ confermato: la crisi nel mondo dei parrucchieri sta tornando!
Questo è quello che ci dicono gli economisti di tutto il mondo, anche in previsione delle “imminenti” elezioni politiche negli USA che potrebbero destabilizzare ancora di più il nostro delicato sistema economico.

Ovviamente, quando si parla di crisi, tutti i settori sono a rischio e anche quello dei parrucchieri non è esente da queste incertezze.

È innegabile che le persone stiano rinunciando sempre più spesso ai servizi offerti da parrucchieri e saloni di bellezza.
Vuoi per una questione puramente economica, vuoi per il proliferare di “alternative” sempre più a basso prezzo o vuoi per altri mille motivi, le persone spendono sempre meno soldi e sempre con meno frequenza.

E che cosa succede a questo punto?
C’è chi chiude bottega; c’è chi si rinnova, magari abbassa i prezzi e resiste per qualche altro anno e poi c’è chi ce la fa.

crisi nel mondo dei parrucchieri

Come affrontare la crisi nel mondo dei parrucchieri

Ma i i parrucchieri che ce la fanno che cosa hanno in più degli altri colleghi? Sono dei supereroi?  Sono degli artisti o cosa? In fin dei conti il lavoro del parrucchiere è sempre lo stesso.  C’è chi lo fa bene e c’è chi lo fa male, ma il lavoro è sempre esattamente quello.

Negli ultimi anni si è assistito a una vera e propria crisi nel mondo dei parrucchieri con una eccedenza  dei saloni di bellezza. Pensiamo che una città come Firenze conta oltre 1000 attività. Se facessimo la proporzione con una città molto più grande, come Roma, apparirebbe evidente come questo eccesso sia ancora più marcato.

Dati alla mano, possiamo vedere che i parrucchieri e centri di bellezza sparsi per la penisola sono circa 90.000. Ci sono quelli “regolari”, nati cioè proprio come parrucchiere e saloni di bellezza. Poco meno di 2.900 sono dentro gli hotel a 4 e 5 stelle. Circa 1.700 centri di bellezza si trovano all’interno delle farmacie, altri 1.700 dentro le profumerie e circa 3.800 dentro alle palestre. Questi sono dati aggiornati al 2015, quindi è facile capire che in questi ultimi 5 anni le cifre non possono che essere aumentate.

Statistiche e associazioni

Secondo le statistiche delle Associazioni dei consumatori, in media, si va dal parrucchiere o in un centro estetico circa 6 volte all’anno. Meno del 20% della popolazione ci va più di una volta al mese. Le ragazze e le donne dai 15 ai 45 anni sono le frequentatrici più assidue.Leggendo i dati delle Associazioni dei consumatori e un numero di attività maggiore della richiesta, appare evidente che le persone che non vogliono rinunciare a questo tipo di benessere, tendano a favorire la scelta più economica.
Sembra riduttivo dirlo, ma la scelta più economica spesso è quella che offre una qualità minore del servizio.

Se parliamo di concorrenza, non è difficile trovare anche nelle città più grandi tutta una serie di saloni di bellezza a 20 metri l’uno dall’altro. C’è il servizio più economico, quello più costoso ma comunque l’offerta è veramente di molto maggiore della domanda.
Come si fa a sopravvivere a questa crisi nel mondo dei parrucchieri in un contesto del genere?

La risposta è semplice ci vuole innovazione e ci vuole unicità.
L’innovazione è un concetto relativamente “semplice”: serve studio, serve dedizione e servono aggiornamenti continui sulle nuove tecniche e sulle nuove tecnologie. Serve l’impegno e la volontà di imparare non tanto per se stessi quanto per ciò che si può offrire a un cliente.

Conoscere e padroneggiare il proprio lavoro

Un hairstylist che sa innovarsi e rinnovarsi saprà accontentare tutte le esigenze del cliente. Saprà venirgli incontro e saprà realizzare ogni suo desiderio parlandoci, prima, e scegliendo la soluzione più adatta alla sua persona.

Chiaramente un’acconciatore all’avanguardia, in grado di conoscere e padroneggiare tutti gli ultimi ritrovati tecnici e tecnologici della professione è sicuramente più ambito di un salone “classico”, con poca innovazione e poca possibilità di scelta.

Per quanto riguarda l’unicità, la situazione è più complessa, ma non irrealizzabile.
Parliamoci chiaro: come abbiamo già detto l’offerta è veramente molto più alta della domanda e non è facile sopravvivere in un ambiente competitivo senza avere quel qualcosa in più che ti distingua dagli altri e che ti renda unico nel tuo genere.

Essere unici vuol dire offrire ai tuoi clienti la tua identità, il tuo marchio, e fare in modo che questo marchio sia una garanzia per te ma, soprattutto, per loro.

crisi nel mondo dei parrucchieri

Distinguersi dalla concorenza

Pensiamo all’unicità come a una necessità a doppio senso: da una parte troviamo il parrucchiere che deve offrire qualcosa di unico a chi sceglie il suo salone di bellezza. Dall’altra c’è il risultato sul cliente che lo renderà unico agli occhi del mondo e valorizzerà il suo carattere e la sua energia.

Distinguersi è uno dei legami più stretti tra un parrucchiere e i suoi clienti: offrire un servizio unico, esclusivo, per far si che questa unicità venga valorizzata anche dall’altra parte. Una persona che esce da un salone di bellezza esprimendo al massimo la sua vitalità e la sua energia è il più grande traguardo per un parrucchiere e per il suo metodo di lavoro.

Personalizzarsi in qualsiasi contesto, è simbolo di libertà di espressione. È simbolo di carattere e di luminosità. Essere unici vuol dire mostrare al mondo la propria identità senza filtri, vuol dire mostrarsi per come si è veramente.

Un’attività (di qualsiasi genere) che non sappia mettere in evidenza il proprio carattere, la propria unicità e quella dei suoi clienti, presto o tardi, è destinata a fallire.

Ci vogliono idee e ci vuole un metodo che possa valorizzare al meglio queste intuizioni. Ci vogliono persone in grado di insegnare questo metodo e, dall’altra parte, persone in grado di apprenderlo. Ci vuole la volontà di migliorarsi e migliorare il settore.

Avere dalla propria parte un metodo verificato è la più grande garanzia che si possa offrire a chi sceglie i tuoi servizi. In un mondo di aspiranti professionisti quello che sembra mancare sono anzitutto le garanzie e poi, ovviamente, quella serietà che distingue una persona preparata da una che non lo è.

Un metodo verificato

Parlare di unicità e di un metodo verificato equivale chiaramente a parlare di qualità. Perché a conti fatti è la qualità che interessa a un vero professionista. Offrire un servizio qualitativamente peggiore porta a delle conseguenze: da una parte è un punto negativo sul nome dell’attività. Dall’altra ci sarà sicuramente un cliente insoddisfatto che non si sente valorizzato e che, quasi sicuramente, farà una pubblicità negativa.

Viene da sé che una pubblicità negativa può decretare tranquillamente la morte di una qualsiasi attività. Ci sono stati casi saliti alla cronaca che hanno visto anche attività storiche e famosissime dichiarare fallimento a seguito anche di una singola pubblicità negativa.

Se c’è un fattore che in questa delicata equazione non può mai essere ignorato è proprio il rapporto tra unicità e qualità.

Ia crisi nel mondo dei parrucchieri a creato un numero di collegi che riescono, proprio perché  comunicano la loro unicità e offrono un servizio coerente e di qualità. Le attività che ce la fanno sono professionisti che sanno fare la differenza e sanno distinguersi da quella massa informe che va ad affollare una professione e che, molto spesso, la fa apparire poco credibile e qualitativamente di basso livello.

La giusta scelta

Abbiamo parlato della crisi del settore. Abbiamo parlato del sovraffollamento di attività e di offerta. Abbiamo parlato di innovazione, unicità e qualità. Adesso quale è il prossimo passo da fare?

Anzitutto bisogna credere in un metodo. Bisogna scegliere con cura a chi affidare il futuro della propria attività e sapere, sin da subito, che ci vuole coraggio e dedizione.
Una volta scelto il metodo giusto, il dettaglio che vi renderà unici, quello che serve è essere coesi. Bisogna necessariamente fare gruppo, essere uniti contro quella crisi che tanto spaventa e poi, ovviamente, bisogna fare la differenza.

In un momento come questo, tra cambiamenti e bisogno di certezze, c’è bisogno di professionisti che sappiano fare gruppo e sappiano mostrare al mondo il proprio carattere.

In fasi come queste c’è sempre più bisogno di realtà virtuose che mettendo insieme la propria passione e il proprio sapere siano in grado di fronteggiare qualsiasi avversità. Devono venire incontro ai bisogni di una clientela esigente ma, soprattutto, devono essere in grado di differenziarsi da tutte quelle attività poco professionali che vanno a sminuire la professione.

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Il cambiamento del parrucchiere

Siamo arrivati a un bivio importante per la delicata arte del parrucchiere. Da una parte c’è il bisogno di competenza e metodi di lavoro credibili. Dall’altra c’è l’adeguamento a stili di lavoro poco professionali, metodi approssimativi e servizi poco interessanti che, presto o tardi, porteranno alla chiusura del tuo salone di bellezza. La scelta è solo tua, ma se c’è la passione e la voglia di farcela in un settore meraviglioso come questo, non devi far altro che scegliere.

Prediligi  l’unicità e fai gruppo con tutti i professionisti che hanno capito che cosa sia questa crisi nel mondo dei parrucchieri e creduto nel bisogno di un metodo credibile e affidabile. Solo in questo modo si ha la possibilità di contrastare la crisi di un settore che, sebbene di vitale importanza, si ritrova molto spesso vittima di tagli economici e concorrenza spietata.