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Siamo esseri unici. Lo dice la scienza mediante utilizzo del DNA, lo dice la criminologia con l’analisi delle nostre impronte, lo dicono i nostri profili social in base alle nostre esperienze e sensazioni. Non c’è nessuno con i nostri stessi sogni, le nostre stesse ambizioni, il nostro stesso carattere. E le stelle sono lì a sancire questa nostra esclusività.
Ma cos’è l’astrologia in parole semplici? Altro non è che l’arte di saper interpretare i segni, intuire le persone già da pochi dettagli anagrafici e poterne leggere il percorso di vita a partire dal Tema Natale (il Mandala).

Ma perché si consulta l’oroscopo e a cosa serve? Una parte del nostro patrimonio comportamentale è già scritto negli astri, ed è per questo che ci capita di “consultare” le stelle alla ricerca di una via smarrita su cosa aspettarsi e come affrontare le sfide che si incontrano: alcuni lo ascrivono ad una reminescenza di confortante predeterminazione. Detto in termini comprensibili: ci conforta pensare che il nostro destino sia inevitabilmente già scritto, e che i nostri interventi servono soltanto a modificare o aggiustare il percorso verso un finale comunque già scritto.
Altri invece, ed è qui il valore aggiunto dell’astrologia come linguaggio comune, si lasciano ispirare per i motivi opposti, ovvero per ridefinire il proprio quotidiano alla luce del Tema Natale. Anche qui una semplificazione è d’obbligo: l’oroscopo mi serve soltanto per riposizionare la bussola in base al mio io, ma tutto ciò che sarà è ancora da scrivere.

Interpretazioni diverse per un’unica certezza: non importa quanto crediamo all’astrologia, all’allineamento dei pianeti e alla mappa celeste: avremo sempre bisogno di qualcosa che ci ricordi chi siamo, da dove veniamo e quale potenziale abbiamo da offrire al mondo.